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Centro fisioterapico Roma - Physiolab
La pubalgia è una patologia spesso sottovalutata, può rivelarsi molto dolorosa e capace di costringere gli atleti a lunghi periodi di fermo; è dunque importante riconoscere tempestivamente i sintomi.
Le categorie più esposte sono gli sportivi, nello specifico calciatori, tennisti, rugbisti e podisti. Questi sport utilizzano dei pattern motori specifici che causano intensi carichi di lavoro a livello del bacino.
Come riconoscerla? La pubalgia si presenta con dolore pubico o all’inguine, principalmente negli atleti. La diagnosi è difficile a causa della complessità anatomica dell’area inguinale, della biomeccanica della regione pubica e del grande numero di potenziali fonti di dolore all’inguine. Spesso è un problema anche per il terapista poiché all’evidenza esistono differenti forme di pubalgia.
La diagnosi differenziale è molto vasta e le cause possono essere molteplici:
- Problematiche tendinee;
- Muscolari;
- Ossee;
- Articolari;
- Borsiti;
- Intrappolamenti nervosi.
Come abbiamo già sottolineato, il modo migliore per contrastare la pubalgia è riconoscerla tempestivamente così da evitarne l’aggravarsi.
I sintomi sono abbastanza caratteristici, la pubalgia si presenta di solito con dolore nella zona pubica che si irradia all’interno coscia e nei casi più rari si può estendere fino alla zona retro-pubica, creando fastidi nel momento dell’urinazione. Il dolore può presentarsi al risveglio e all’inizio dell’attività fisica. Nelle prime fasi, il dolore tenderà a sparire con il movimento, si tratta di una leggera degenerazione dovuta al sovraccarico. Questo è il momento giusto per intervenire ed eliminare il problema.
Nei casi più gravi, quando si sottovaluta il problema, si arriva ad un dolore acuto e persistente nella zona del pube che si fa sentire maggiormente nei momenti di sforzo e quando si compiono movimenti bruschi. Le zone anatomiche coinvolte sono la zona dei muscoli adduttori e gli addominali coinvolgendo anche il muscolo ileo-psoas.
Quali sono le cause?
Microtraumi e sovraccarichi sono le cause principali, quindi un allenamento troppo intenso, caratterizzato da movimenti specifici ripetuti tante volte. Alla base ci possono essere dei problemi posturali, degli errori nell’allenamento o delle irregolarità nel campo da gioco.
I più colpiti sono i calciatori: gesti tecnici tipo scatti e calci provocano sovraccarico in questa regione anatomica.
Come curare la pubalgia?
Nella fase iniziale, è richiesto un periodo di riposo. I tempi di recupero, quindi a durata del periodo di fermo, variano in base alla gravità della sindrome.
Può essere utile l’assunzione di antiinfiammatori se prescritti dal medico e l’applicazione di ghiaccio. Un importanza fondamentale ricopre l’approccio fisioterapico che si pone come obiettivo la riduzione della sensazione dolorosa tramite l’utilizzo di mezzi fisici che hanno funzione antiinfiammatoria, risulta efficace l’utilizzo di onde d’urto, tecarterapia e laserterapia. Sarà anche necessario ricreare un equilibrio muscolo-scheletrico, effettuando esercizi di rinforzo per migliorare la tolleranza di carico dei tendini interessati (fase di rinforzo). Per evitare recidive e per liberarsi definitivamente della pubalgia, il fisioterapista nelle ultime fasi del trattamento lavorerà sulla postura (fase di riequilibrio posturale). Nello specifico il trattamento manuale della pubalgia prevede innanzitutto una valutazione della meccanica articolare del bacino e soprattutto della sinfisi pubica per il recupero della normale mobilità articolare.
Il fisioterapista potrà effettuare un lavoro di decoattazione diretto sulla sinfisi, di allungamento dei muscoli coinvolti, come l’ileopsoas, il piriforme e il quadrato dei lombi.
Con l’esercizio terapeutico mirato si otterrò una migliore vascolarizzazione dei tessuti, rinforzo delle strutture più deboli e maggiore elasticità delle strutture più rigide.
Nella fase finale potranno essere effettuati degli esercizi propriocettivi con pedane e di core stability, insieme alla correzione dei pattern motori sportivi, necessaria per prevenire nuovi sovraccarichi e nuovi infortuni.
In conclusione se avvertite un fastidio nelle zone anatomiche del pube e siete degli sportivi o avete effettuato allenamenti intensi nell’ultimo periodo non esitate a contattare tempestivamente un professionista così da evitare l’aggravarsi della patologia e della sintomatologia dolorosa.
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