
La spalla instabile: un problema da non sottovalutare
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Centro fisioterapico Roma - Physiolab
La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo, questa mobilità predispone ad una maggiore instabilità ed all’insorgenza di varie patologie.
La cuffia dei rotatori è formata da 4 tendini dei muscoli rotatori: sovraspinoso, sottospinoso, piccolo rotondo e sottoscapolare. Insieme collaborano per stabilizzare la spalla e per permettere i movimenti di rotazione e abduzione-adduzione oltre che imporre la discesa della testa dell’omero, prevenendo la compressione e l’irritazione delle strutture superiori.
Un muscolo di fondamentale importanza per la spalla è il deltoide, che ha la funzione di abdurre e far risalire la testa dell’omero.
L’equilibrio tra la funzione del deltoide e quella della cuffia è il principale obbiettivo ri-abilitativo.
Cos’è la sindrome da impingement sub-acromiale?
La sindrome da impingement è uno dei quadri clinici più comuni per quanto riguarda le problematiche di spalla.
L’impingement è una problematica insidiosa che se viene sottovalutata tende a cronicizzarsi e predispone il soggetto a lesioni tendinee. Ormai è risaputo che il riposo passivo non migliora l’evoluzione della patologia. Risulta necessaria una tempestiva valutazione ortopedica o fisiatrica per intraprendere un eventuale percorso riabilitativo.
Questa sindrome viene provocata dalla risalita della testa dell’omero che si avvicina alla parte inferiore dell’acromion; ciò provoca problemi di movimento, irritazione della borsa sotto-deltoidea e compressione del tendine del muscolo sovraspinoso. Questa condizione porta a modificare il movimento fisiologico, che risulta dolente nell’esecuzione e causa l’instaurarsi di attività compensatorie, attivando dei muscoli non predisposti ad effettuare quel tipo di gesto. I movimenti più limitati sono quelli di flessione sopra la testa e le rotazioni. I gesti quotidiani risultano dunque dolenti, in particolare si avrà difficoltà a pettinarsi o ad allacciarsi il reggiseno.
I fattori scatenanti possono essere molteplici
• La perdita di idratazione della borsa sottodeltoidea, che perde il suo volume e trofismo e non è più in grado di attutire le compressioni causate dal movimento;
• Le posture in cifosi con chiusura della spalle in avanti;
• La debolezza dei muscoli rotatori che lascia posto all’attività del deltoide, traslando la testa dell’omero verso l’alto. La sindrome da impingementi può associarci a lesione di uno o più tendini che fanno parte della cuffia dei rotatori.
Lesioni tendinee: cosa sono e come riconoscerle
I pazienti che hanno una lesione di cuffia importante di solito mostrano il segno dello shrug, la testa dell’omero viene fatta risalire dall’azione del deltoide che non e più contrastato dalla coppia di forza dei muscoli depressori e rotatori della cuffia. A seguito di una lesione a carico del tendine del sovraspinoso si possono avvertire degli scrosci articolari perché viene a mancare la sua funzione stabilizzatrice.
Nei casi di lesione di sovraspinoso e sottospinoso, in RX si può notare una riduzione dello spazio sub-acromiale di circa il 30%, se la lesione si estende anche al sottoscapolare questo spazio si riduce di più del 60%.
Quali sono i sintomi?
- Limitazione del movimento attivo associato a dolore;
- Normale mobilità articolare durante le mobilizzazioni passive.
- Il dolore si presenta spesso nella parte anteriore della spalla, può essere più o meno localizzato e si può estendere verso il braccio. Nei casi di forte infiammazione il dolore è anche notturno e si presenta quando ci si poggia sulla spalla, principalmente nei movimenti di rotazione perché sono quelli che provocano maggiore contatto tra le strutture.
Quali sono i fattori scatenanti?
I fattori scatenanti derivano da sovraccarico o da posture scorrette; le persone più colpite sono infatti gli sportivi e chi effettua un lavoro pesante che porta a caricare le braccia oltre i 90°.
Diagnosi
Attraverso l’anamnesi si cerca di capire quali possono essere stati i fattori scatenanti: tipo di lavoro, di attività sportiva, traumi o posture alterate. Verranno effettuati dei test che andranno a valutare l’escursione articolare, la forza, la resistenza e nello specifico lo stato dei tendini della cuffia. Risulta essere utile la valutazione della risonanza magnetica per poter studiare lo stato anatomico dei tessuti molli.
Trattamento
Si agisce in base allo stato anatomico della spalla e alla severità della patologia. Il trattamento si divide in: • Chirurgico: nei casi di rottura ampia dei tendini e di età giovane; • Conservativo: in tutti gli altri casi.
Trattamento chirurgico
Se il dolore è sempre presente, il soggetto è giovane, la limitazione di forza e movimento è severa si intraprende la strada del trattamento chirurgico. La lesione tendinea non si ripara da sola e può accentuarsi nel tempo, la retrazione del tendine lesionato aumenta fino a diventare inoperabile (le fibre muscolari si trasformano in tessuto grasso). La maggior parte di questi interventi viene fatta in artroscopia.
Trattamento conservativo
Si può dividere in due fasi: • La prima ha come obiettivo diminuire il dolore con ghiaccio, terapie fisiche ed evitando i movimenti che scatenano la sintomatologia; • La seconda fase è volta a migliorare la stabilità e ridurre il conflitto sub-acromiale, ristabilendo la posizione anatomica dei capi articolari e il riequilibrio delle catene muscolari.
Per quanto riguarda le terapie fisiche, verranno utilizzati macchinari con effetto antiinfiammatorio come laser e tecar per le fasi iniziali in cui è predominante l’infiammazione. Per le situazioni croniche, invece, vengono utilizzati macchinari ad effetto bio-stimolante come ultrasuoni e onde d’urto.
Nelle fasi successive sarà necessario intervenire tramite la terapia manuale, esercizi volti a migliorare il tono-trofismo muscolare e la correzione dei fattori predisponenti come l’ipercifosi dorsale.
Proposta di trattamento:
• Esercizi pendolari di Codman, che consentono di mobilizzare l’articolazione gleno-omerale attraverso un’azione traente evitando così i movimenti che provocano il dolore;
• Rinforzo selettivo degli stabilizzatori scapolari;
• Esercizi volti al rinforzo dei muscoli rotatori con l’utilizzo di elastici;
• Stretching dei muscoli pettorali;
• Stretching del deltoide;
• Allungamento dei muscoli intra ed extra rotatori.
Presso Physiolab Roma, ci impegniamo a offrire trattamenti fisioterapici di alta qualità, personalizzati per rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente. Situato in via Giuseppe Valmarana 19, nel cuore del quartiere Nuovo Salario di Roma, il nostro centro è un punto di riferimento per chi cerca professionalità, esperienza e un approccio attento e umano alla cura della propria salute. Per maggiori informazioni o per prenotare una consulenza, non esitare a contattarci. Siamo qui per aiutarti a raggiungere il tuo benessere fisico e migliorare la tua qualità di vita.